Durante la Conferenza di Jakarta per gli 80 anni dell’Alleanza Biblica Universale (ABU) è stata presentata una dichiarazione congiunta dal titolo: “Cura del Creato: un mandato biblico”, frutto della collaborazione tra ABU, Unione Internazionale delle Scritture, Società Biblica Britannica e Forestiera, e la rete ecologista cristiana “A Rocha International”. Di seguito il testo della dichiarazione.
Questa è una dichiarazione congiunta tra l’Unione Internazionale delle Scritture, l’Alleanza Biblica Universale e la Società Biblica Britannica e Forestiera, insieme a A Rocha International.
Condividiamo lo stesso sentimento per la Bibbia e per il modo in cui le Scritture cristiane dichiarano la bontà del creato di Dio e il ruolo unico, affidato all’umanità, di prendersene cura. Riconosciamo il bisogno di lamentare e pentirci per lo stato attuale del creato e per qualsiasi parte possiamo aver avuto nel fallimento dell’umanità nel servire e proteggere tutto ciò che ci è stato affidato.
Speriamo e preghiamo che questa breve dichiarazione servirà a mostrare come movimenti come l’Unione delle Scritture, che lavora soprattutto con bambini e giovani, e le Società bibliche possano svolgere la loro parte nel sostenere la Chiesa nella cura e protezione della nostra casa comune, la buona creazione di Dio.
Riconosciamo che è stato fatto molto lavoro sulla base biblica della cura della creazione e incoraggiamo gli altri a leggere queste dichiarazioni di sostegno più lunghe insieme a questa:
- Lausanne / World Evangelical Alliance Creation Care Network (LWCCN): Good News for All the Earth: The Korean Invitation to Respond to the Gospel
- A Rocha Worldwide Family: A Rocha Commitment to Creation Care
- Chiesa Cattolica romana: Lettera enciclica Laudato Si’ di papa Francesco
Testo principale: Colossesi 1,15–20
Il Figlio è l’immagine del Dio invisibile, il primogenito di tutta la creazione. Poiché in lui sono state create tutte le cose: in cielo e in terra, visibili e invisibili, che siano troni o poteri o governatori o autorità; tutte le cose sono state create attraverso di lui e per lui. Lui viene prima di ogni cosa, e in lui ogni cosa è tenuta insieme. Lui è la testa del corpo, la Chiesa; lui è l’inizio e il primogenito tra coloro che sono morti, così che possa avere la supremazia in ogni cosa. Poiché Dio si è compiaciuto di avere la sua interezza in lui, e di riconciliare sé stesso con ogni cosa attraverso di lui, che siano in terra o in cielo, forgiando la pace attraverso il suo sangue, sparso sulla croce.
1. Dio e la Creazione
Testo chiave: Genesi 1
Altri testi: Genesi 1,31; Salmo 24; Colossesi 1
Prima che qualsiasi cosa venisse creata, Dio – Padre, Figlio e Spirito Santo – esisteva in una relazione perfetta d’amore. Dio ha scelto liberamente di creare e ha pronunciato la creazione del mondo (Genesi 1). Quando Dio ha guardato ciò che aveva creato, lo ha dichiarato ‘molto buono’ (Genesi 1,31).
L’intera creazione appartiene a Dio (Salmo 24,1). Lui trova diletto in essa, e così dovremmo fare noi. Trovare diletto nella creazione significa provare gioia per la sua bellezza e diversità, e assumersi la responsabilità di prendersi cura del mondo che Dio ha posto nelle nostre mani.
2. L’umanità e la Creazione
Testo chiave: Genesi 1,26
Altri testi: Genesi 1,26,27; Genesi 2,7–15; Salmo 8
Gli esseri umani sono parte della creazione. Siamo stati plasmati dalla polvere della terra, eppure siamo fatti a immagine e somiglianza di Dio. Dio ha dato all’umanità un ruolo unico all’interno della creazione: lavorarla e prendersene cura (Genesi 2,15).
Nell’Antico Testamento, i re venivano chiamati spesso pastori del loro popolo. Questa immagine ci aiuta a comprendere la nostra responsabilità. Non dobbiamo dominare o sfruttare, ma servire. La chiamata che ci è stata data da Dio, in quanto fatti a immagine di Dio, è di essere servitori-amministratori che amano e si prendono cura del mondo di Dio, nutrendolo e proteggendolo, per aiutarlo a prosperare.
3. Il peccato e la Creazione
Testo chiave: Romani 8,20–22
Altri testi: Genesi 3,17–21; Romani 3,23
Gli esseri umani non hanno adempiuto la responsabilità che Dio ci ha dato (Romani 3,23). Lamentiamo di aver fallito nel rapportarci in modo giusto e nel prenderci cura della creazione che ci è stata affidata da Dio. A causa del peccato, la creazione è stata “soggetta alla frustrazione” (Romani 8,20). Nessuna parte della creazione è rimasta illesa dagli effetti della ribellione dell’uomo a Dio. Tutta la creazione soffre e desidera guarigione. Questo rivela un bisogno per un Salvatore che redima non solo le persone, ma l’intero ordine del creato.
Le scelte egoiste e i comportamenti peccaminosi dell’umanità danneggiano la creazione di Dio. Questi danni ci porta a pentirci e lamentare il nostro contributo, grande o piccolo, allo stato attuale della creazione di Dio, e ci impegniamo nuovamente a servirla e proteggerla.
4. Il Patto e la Creazione
Testo chiave: Genesi 9,1–17
Altri testi: Esodo 23,10–12; Geremia 29,4–7
Dio non abbandona la sua creazione. Nel racconto del diluvio, Dio non ha salvato solo Noè e la sua famiglia, ma anche gli animali. Dio ha poi stabilito un patto con tutte le creature viventi che non distruggerà mai più la Terra con un diluvio (Genesi 9,11–17).
Il rapporto di Dio con il suo popolo è strettamente collegato alla terra. Le sue leggi guidano ogni parte della vita, inclusa la cura per il resto della creazione. Le leggi del Sabato richiedono che la terra e gli animali riposino (Esodo 23,10-12). Persino quando il popolo di Dio viene esiliato per la sua disobbedienza, viene detto loro di stabilirsi, piantare giardini e ricercare la pace e la prosperità della città in cui vivono (Geremia 29,4-7).
Attraverso i patti e le leggi di Dio, il popolo di Dio deve essere una luce per le nazioni (Isaia 49,6), non solo attraverso il modo in cui si rapporta a Dio e ai loro vicini, ma anche per come tratta gli animali e la terra di cui dispone.
I profeti dell’Antico Testamento richiedevano giustizia (Isaia 61,8, Amos 5,24) e attendevano il tempo in cui Dio sarebbe venuto a giudicare, salvare e portare riconciliazione tra tutte le cose, guarendo i rapporti con Dio, tra vicini e con tutta la creazione (Osea 2,16-23).
5. Cristo e la Creazione
Testo chiave: Giovanni 1,1–14
Altri testi: Giovanni 3,16; Salmo 24; Romani 8,19,21; Filippesi 2
Il Vangelo di Giovanni inizia mostrando Gesù come la Parola eterna, attraverso cui ogni cosa è stata fatta. Il Creatore diviene parte della creazione facendosi carne. Gesù ha vissuto nel mondo che ha creato, e vediamo nei suoi insegnamenti e miracoli la sua connessione profonda alla creazione e la sua autorità su di essa (Marco 4,35–41; Giovanni 2,1–12; Matteo 6,26–30; Luca 8,4–15).
Gesù è venuto come un Re servitore. Ha mostrato come dev’essere il vero dominio: cura, protezione e amore che dona sé stesso fino al punto di sacrificare la propria vita. La sua morte e resurrezione non si è occupata solo dei peccati dell’umanità; ha anche iniziato il lavoro di Dio nel riconciliare “ogni cosa” a sé stesso (Colossesi 1,19,20). La resurrezione fisica di Gesù e l’ascensione del suo corpo sono segnali della nuova creazione di Dio che arriva nel mondo.
Gesù è Signore su tutte le cose, e la buona notizia dell’arrivo del suo regno anticipa e ci chiama alla restaurazione di tutta la creazione.
6. Speranza Futura per la Creazione
Testo chiave: Apocalisse 21,5
Altri testi: Romani 8,21; 2 Pietro 3; Apocalisse 21,22; 1 Corinzi 15; Isaia 65,17–25
La resurrezione fisica di Gesù è primizia e garanzia del futuro che Dio ha promesso (1 Corinzi 15). Cristo tornerà a rinnovare tutte le cose (Apocalisse 21,5), per porre finalmente una fine al male e alla morte e per portare l’interezza del suo regno sulla Terra. La Bibbia inizia in un giardino e finisce con una Città Giardino: la creazione restaurata, compiuta e in pace.
La Scrittura parla di giudizio e speranza. Ci sono sia punti di contatto sia differenze tra questo mondo e il mondo che deve venire (2 Pietro 3, Malachia 3,2-4). L’opera finale di Dio è rinnovare questa creazione in un nuovo cielo e una nuova Terra (2 Pietro 3,13). Questo si adatta al suo carattere di Creatore che ama il mondo e con le visioni dell’Antico Testamento di pace dopo il giudizio (Isaia 65,17-25).
Dichiariamo che la creazione verrà liberata dai suoi vincoli alla rovina e parteciperà della libertà dei figli di Dio (Romani 8,21). La nostra speranza sicura in Cristo è che ogni cosa verrà fatta nuova (Apocalisse 21,5).
7. La Chiamata della Chiesa alla Creazione
Testo chiave: Marco 12,30-31
Altri testi: Romani 8,19; 1 Corinzi 3,10–15; Matteo 28,19,20; 1 Corinzi 12
Cristo risorto è Signore di tutta la creazione e testa del corpo, la Chiesa. Lo Spirito di Dio, presente e al lavoro nella creazione, è stato inviato per dare forza alla Chiesa come corpo di Cristo nel mondo (Efesini 1:22). La creazione attende che i figli di Dio vengano rivelati (Romani 8:,9). Questo significa che la Chiesa è chiamata ad agire come le mani e piedi di Cristo nel mondo.
Come portatori della sua immagine, Dio ci manda il potere dello Spirito per incarnare e portare testimonianza del regno di giustizia, pace e rapporti restaurati che verrà. Bambini, giovani e adulti ricevono la promessa di questo stesso spirito e la stessa chiamata a prendersi cura del mondo. Gesù ha riassunto la Legge e i Profeti nel suo comando di amare Dio e il prossimo (Marco 12,30-31). Come discepoli di Gesù e membra del corpo di Cristo, nutriamo e proteggiamo la creazione perché appartiene a Dio, che la ha fatta e la ama. In quanto nostra casa comune, la creazione sostiene la vita di tutti i nostri vicini, dunque la cura e protezione della creazione è intrinseca al nostro amare il nostro prossimo, sia vicino sia lontano.
Ci è stato affidato un ministero di riconciliazione (2 Corinzi 5,18), fondato nell’opera di Cristo di riconciliare ogni cosa con Dio (Colossesi (1,20). Mentre la Chiesa vive questo, noi portiamo testimonianza della speranza nella nuova creazione di Dio e attendiamo il ritorno di Gesù e il giorno in cui ogni cosa verrà fatta nuova (Apocalisse 21,5).

